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Biraghi carica i suoi in vista della sfida con il Basaksehir in Conference League

La situazione in campionato resta delicata mentre in Europa i viola sono chiamati a chiudere i conti con il discorso qualificazione

C’è un’Europa che conta (ottavi di finale di Conference League) da conquistare. Battendo il Basaksehir con almeno tre gol di scarto per raggiungere così i turchi in testa alla classifica. E mantenere poi il vantaggio nei gol segnati – a parità di tutte le condizioni riguardanti gli scontri diretti che sono il primo passaggio del regolamento – in caso di pari merito nell’ultimo turno. Quando la Fiorentina sarà di scena a Riga. E la squadra di Emre riceverà gli Hearts a Istanbul. Scrive il Corriere dello Sport-Stadio.

E per riuscirci in questi casi, in cui c’è in palio un pezzo importante degli obiettivi stagionali, non bastano la tecnica e la tattica. Serve qualcosa in più e di che cosa si tratti l’ha spiegato bene Cristiano Biraghi durante la recente Hall of Fame. In quello che è un rituale sentito nella celebrazione del senso di appartenenza dentro la Fiorentina.

«Questa è una società gloriosa e conosciuta ovunque nel mondo. Ricordo il giorno che sono arrivato: pur non essendo io di Firenze, ho capito subito il significato d’indossare questa maglia. Ecco perché onorarla è la parola d’ordine. Il mio compito è anche quello di tramandare la storia della Fiorentina».

La storia che si compone di tante, piccole e grandi occasioni, in Italia e in Europa. Alcune di esse più importanti: domani sera è una di quelle.

FONTE: fiorentina.it