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Corriere dello Sport – Di Lorenzo è già super

Ma cosa vuoi di più dalla vita”, è il motto d’un noto amaro, ma anche la domanda che potrebbe fare a se stesso Giovanni Di Lorenzo. Per lui, specificamente per la sua carriera, tutto è arrivato nel giro di pochi mesi. Tanto c’è voluto dall’approdo al Napoli (7 giugno) a quello in Nazionale, con nel mezzo il pieno gradimento di Ancelotti, a cui s’è accodato ben presto Roberto Mancini. Comunque vada sarà un successo? E no, perché in effetti lo è già, pienamente. Se tanto più si va a considerare per intero il peso specifico d’un quadrimestre, l’ultimo, letteralmente esplosivo per l’esterno venuto dalla C.
EXPLOIT. Proprio così, perché il buon Giovanni (Batigol per gli amici già al momento dei primissimi passi nelle giovanili, lì dove giostrava da attaccante con un certo successo) s’è reso autore d’un balzo (doppio) che sa quasi di fantascientifico, se poi si mette pure in conto la fulminea ascesa d’un paio di categorie, partendo dal Matera, società nella quale ha militato sino a fine agosto del 2017. E dunque: meno di due anni per arrivare ad un club di primissima fascia, con l’azzurro che chiama azzurro. In un battibaleno.

ED è SUBITO ASSIST. Anche con la Nazionale maggiore ha bruciato le tappe (vantava 3 presenze nell’Under 21), con una prima convocazione in assoluto cui ha fatto seguito l’esordio in campo contro il Liechtenstein di tre giorni or sono. Lì dove tutto è filato per il verso giusto, anzi, sopravanzando le più rosee aspettative, tanto che a fine match è arrivata pure la ciliegina sulla torta. Ossia l’assist al bacio per il quinto gol degli azzurri a firma di Belotti. Meglio di così…. «Sono stracontento – stando alle dichiarazioni rilasciate in “mixed” a fine incontro -. Il gruppo è bello, l’atmosfera pure, così è facile integrarsi. Avevo saputo dalla mattina che sarei stato fra i titolari, Mancini mi aveva soltanto detto di fare la mia partita. Ancelotti? A lui devo tanto: m’ha dato piena fiducia dall’inizio, e se mi ritrovo in Nazionale è anche grazie a lui. Ora testa solo al Napoli, perché è proprio da lì che passano le chiamate per la Nazionale».

che QUALITà. S’è capito che quando Giovanni punta un obiettivo (o un avversario), niente e nessuno possono smuoverlo. Freddo, determinato, affamato, in possesso di ottima visione di gioco, è peraltro uno di quelli che sanno sempre cosa fare e come farlo. «Gioco dove al mister fa più piacere»: così aveva commentato quando Ancelotti lo aveva dapprima spostato al centro della difesa (col Brescia) e poi sulla corsia opposta alla sua (col Genk in Champions). Arriva il Verona e tornerà lì dove ha un posto sempre assicurato.