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Corriere dello Sport – Di Lorenzo gigante Champions

Dove lo metti te lo ritrovi. In qualsiasi momento ed occasione, e non c’è assolutamente da dubitare: ha fatto (e farà) sempre la sua parte in maniera impeccabile. Assicurando intenso dinamismo e resa fuori dal comune. Non c’è nemmeno più da meravigliarsi: Giovanni Di Lorenzo è diventato la punta di diamante d’un Napoli sempre più trasformista, innegabilmente la vera rivelazione di questa prima tranche stagionale.

SCALATA VERTIGINOSA. Ed inoltre non c’era minimamente da immaginare che, questo talento tuttora in divenire, potesse passare nel giro di due soli anni dal Matera-Akragas del 26 agosto 2017 (ultimo match col biancazzurro dei lucani) al Liverpool, per di più in Champions e nel tempio di Anfield. Ecco la realtà che supera di gran lunga la fantasia, ecco servita la stupefacente escalation che ha sbalordito lo stesso soggetto in questione (“quando è arrivata la chiamata azzurra sono rimasto sorpreso, non me l’aspettavo”). E non s’aspettava nemmeno che col nuovo colore bruciasse le tappe in tal modo, ed alla velocità d’un tizzone che incenerisce al vento. Ritrovandosi cioè a fronteggiare la (doppia) concorrenza di Hysaj e Malcuit sulla fascia destra. Sbaragliata in maniera lampante già dalle prime battute.

L’INNESCO… Faccia pulita, occhi limpidi, serietà e professionalità personificate, l’ex Reggina e Cuneo s’era ritrovato ad Empoli (dopo Matera) e coi toscani aveva vinto il campionato di B per poi concedersi pure il lusso – nella passata stagione – di battere il Napoli (2-1), peraltro con una sua rete decisiva. Correva il 3 aprile scorso, soltanto un paio di mesi prima di cambiare casacca, e chissà che proprio tale episodio non abbia fatto definitivamente scattare l’irrefrenabile impulso d’assicurarselo a tutti i costi. Otto milioni circa nelle casse toscane ed un avvio folgorante in salsa partenopea, calandosi in un amen nella nuova corroborante realtà.

UOMO OVUNQUE. L’incredibile Giovanni ha inoltre dimostrato ben preso di potere e sapere far tutto: in grado d’assicurare un rendimento super su entrambe le corsie, ma anche al centro della difesa (come col Brescia), e persino in qualità d’esterno d’attacco nel 4-4-2 di Liverpool (in effetti già interpretato in precedenza nel 3-5-2 empolese). Prestazione sontuosa all’Anfield, dov’è stato capace – nel ruolo di Callejon – di calarsi immediatamente nella (rinnovata) parte, muovendosi con personalità, efficacia e risolutezza, regalandosi lo splendido assist trasformato da Mertens. Vera pennellata da playmaker. Non poteva infine mancare la Nazionale, incastonata nel gratificante quadretto d’un azzurro sempre più abbacinante: debutto col Liechtenstein e con assist, bis con l’Armenia, e “camera” con vista su Euro 2020.