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Corriere dello Sport – Di Tacchio, vero combattente

In una piazza ancora scossa per lo scampato pericolo retrocessione di due mesi fa la grinta e l’applicazione di Francesco Di Tacchio sono tra le poche garanzie che i tifosi della Salernitana sembrano accettare. Sono bastati il pari con il Picerno e la sconfitta col Bari nella mini gara del triangolare del Centenario per trasformare l’ottimismo del ritiro in pessimismo cosmico. Ieri mattina la squadra ha ripreso ad allenarsi. Ventura e Fabiani hanno parlato a lungo, facendo il punto della situazione sul mercato e sull’organico. C’era anche il difensore polacco Pawel Jaroszynski, in prestito dal Genoa con diritto di riscatto. Non c’era Castiglia, destinato al Padova. C’era ovviamente Francesco Di Tacchio. È lui il capitano della nuova Salernitana.

FASCIA. Una fascia, quella del leader, guadagnata sul campo dopo una stagione eccellente per continuità di prestazioni. Il temperamento dell’ex irpino, il suo senso tattico, la voglia di non mollare mai (nell’intervallo a Venezia, con i lagunari in vantaggio, fu l’unico a dire ai compagni che la Salernitana ce l’avrebbe fatta) hanno indotto il gruppo e Ventura a dargli già in queste prime amichevoli l’ambita fascia. Di fatto, insomma, la squadra granata riparte da dove si era fermata: da quel rigore trasformato da Di Tacchio al Penzo, che aveva dato la salvezza alla formazione allora allenata da Menichini.