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Corriere dello Sport- Hysaj, ora a destra c’è concorrenza

Quelle cifre, che pure hanno un significato, non lasciano dubbi di sorta: i grandi numeri che accompagnavano il percorso azzurro di Elseid Hysaj, in questa mezza stagione hanno subito un lampante ridimensionamento. Appare infatti inequivocabile l’involuzione in questo senso, poiché l’albanese nel precedente triennio (con Sarri) era riuscito a mantenere uno standard d’impiego elevatissimo, inferiore solo a pochi compagni (Callejon su tutti), per poi flettere clamorosamente nella prima parte della nuova conduzione. Titolarissimo con l’attuale tecnico del Chelsea, innegabilmente precario con Ancelotti. Uno che, s’è capito ampiamente, ama ruotare il più possibile. Ebbene, Hysaj col mentore Sarri, poco incline agli stravolgimenti, aveva fatto (quasi) il pieno nelle tre stagioni in questione, protagonista d’un progressiva escalation in fatto di presenze e minutaggi. In ordine crescente: 43 le partecipazioni nella stagione 2015/16, con 3686 minuti; poi 45 e 3854’ (2016/17); abbattendo il muro dei quattromila minuti (4087 per la precisione) nelle 47 presenze nell’ultima stagione (2017/18). 
LA FRENATA. Per contro, nel girone d’andata appena conclusosi, Elseid è sceso in campo per soli 1375 minuti ripartiti in 18 presenze. Dal che scaturirebbero poco più di 2700 minuti in un’ipotetica proiezione sino a fine stagione. Ciò che si nota, inoltre, è che le sue apparizioni sono andate a diradarsi. Dal Frosinone in poi (8 dicembre), ha infatti calcato il prato soltanto per una volta (90’ il 22 contro la Spal), saltando Liverpool, Cagliari, Inter e Bologna. Davvero poco in relazione ai ritmi abituali. LO STOP. La questione del calo di minutaggio deve aver poi di fatto condizionato possibili evoluzioni sul fronte rinnovo (ha un contratto fino al 2021 e una clausola da 50 milioni). Di certo l’ancora 24enne ha maldigerito il manifesto passo indietro, tanto che starebbe valutando di cambiare aria (l’agente Mario Giuffredi ne ha pubblicamente caldeggiato la cessione: «Se Ancelotti non lo reputa più titolare, basta dirlo apertamente e toglieremo il disturbo»). 

LA LUSINGA. Pare tuttavia che dal Napoli siano partite rassicurazioni in senso contrario: difficile che possa muoversi durante l’attuale finestra di mercato, anche se l’interessamento del Chelsea non s’è mai smorzato, e Sarri potrebbe tornare alla carica dopo aver dovuto desistere in seguito al famoso patto estivo fra le due società (se ti do Sarri e Jorginho, non potrai chiedermi nessun altro). Fondamentale risulterà l’intercessione di Ancelotti il quale, già prima della ripresa, potrebbe riaffermargli attestati di stima. L’impressione prevalente è che il tecnico non l’abbia accantonato, ma si sia solo ritrovato a gestire (facendolo alla sua maniera) un surplus in corsia destra, determinato dalla sempre più piena integrazione d’un Malcuit in crescita, ed il ripetuto dislocamento di Maksimovic su quella fascia. Disco rosso per di più anche sulla sinistra (dove peraltro aveva iniziato con Sarri), ora che Ghoulam è tornato fortunatamente ad aggiungersi a Mario Rui.