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Corriere dello Sport – L’Ascoli di Vivarini all’esame Donnarumma

Con la vittoria sul Lecce si è aggiudicato uno dei due match clou della 16ª. Tre punti che l’hanno proiettato al 2º posto, grazie anche al ko del Pescara a Verona nell’altro incontro di cartello della quartultima di andata. E’ così che il Brescia arriva all’appuntamento di Ascoli dove, sotto i riflettori del “Del Duca”, venerdì aprirà il 17° turno affrontando la squadra di Vivarini che gioca la 2ª gara interna di fila. I bianconeri sono reduci dal pari col Cittadella e hanno tutte le intenzioni di fare un bel regalo di Natale ai propri tifosi salendo a quota 23.

AVVERSARIO DURO. Avversario peggiore, però, non avrebbe potuto incontrare visto che la squadra di Corini al momento appare la più in forma, potendo anche contare su una bocca da fuoco come Donnarumma che si sta ripetendo sugli stessi (se non superiori) livelli della scorsa stagione a Empoli. In Toscana il suo allenatore, almeno fino all’esonero, era quel Vivarini che ora si ritroverà contro. Cioè l’allenatore con cui trascinò il Teramo verso la vittoria della C nel 2014-2015, se non fosse poi intervenuta la giustizia sportiva a penalizzare il club e consegnare la B proprio all’Ascoli. Con Lapadula, passato poi al Pescara in B e quindi al Milan (ora è al Genoa), Donnarumma formò un tandem portentoso, e il loro bottino di 50 gol fu anche merito di Vivarini. La scorsa estate si tentò per Donnarumma ad Ascoli, poi i bianconeri puntarono su Ardemagni: 3 gol nelle ultime 4 gare. L’Ascoli affronta il Brescia nella partita più attesa dell’anno, quella cioè in cui viene ricordata la scomparsa dello storico presidente Costantino Rozzi che morì il 18 dicembre 1994. Proprio alla sua memoria, in segno di affetto, ogni anno i calciatori dell’Ascoli giocano questa partita indossando i calzettoni rossi, una delle scaramanzie che Rozzi attuava in occasione delle gare dell’Ascoli. «Un personaggio di un calcio che non c’è più – dice il ds Antonio Tesoro – che ha fatto parlare l’Italia dell’Ascoli e di Ascoli riuscendo a creare un modello con una spinta propulsiva fuori dal normale. Un modello».

Fonte – Corriere dello Sport