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Cristiano Biraghi ancora decisivo in fase offensiva

“È palese che il parafulmine della Fiorentina sia io”, aveva detto Biraghi settimana scorsa. Tutto l’orgoglio in quella corsa sotto la Fiesole

Nella corsa verso la Fiesole, dopo aver propiziato l’autogol sotto la Ferrovia, esultando alla Mc Gregor, c’è tutto l’orgoglio di Cristiano Biraghi. Così come nella fascia DA13 mostrata al cielo a fine partita. Un giocatore discusso, anche per sua ammissione, ma che sta guidando il gruppo viola in una stagione partita male ma che può diventare storica.

AFFONDO DECISIVO. Il record delle dieci vittorie consecutive non è stato centrato, ma è stato comunque eguagliato quello del 1959/1960 per successi di fila in un’unica stagione. Il pari contro lo Spezia allunga comunque la serie di risultati utili a 12: niente male. E il capitano, dopo l’assist (di destro) per Cabral a sbloccare la semifinale di Coppa contro la Cremonese, è stato ancora decisivo. Un affondo di forza e caparbietà, quello al minuto 25, che ha portato Wisniewski a deviare nella propria porta. Ad un certo momento Biraghi sembrava volersi accontentare del corner, poi ha provato a metterla dentro e il difensore dello Spezia ha infilato Dragowski. Lo speaker del Franchi ha ‘voluto bene’ a Biraghi, annunciando il gol a suo nome e facendo vivere la gioia piena al capitano viola. Anche se poi l’attribuzione ufficiale resta come autogol del polacco.

PROVA COMPLETA. Biraghi avrebbe potuto fare un gol tutto suo nella ripresa, ma Dragowski è volato, probabilmente aspettandosi anche il tiro dell’ex compagno nonostante la posizione defilata. Una prova comunque più che positiva per il terzino gigliato, secondo per palloni giocati (80, dietro a Quarta), primo per occasioni create e passaggi chiave (4) e terzo per recuperi difensivi (5, dietro a Dodo e Quarta). Con primato di passaggi sulla trequarti riusciti (16). E poi la quantità di chilometri macinati, tanti come al solito: con 11,1 km è stato il viola a correre di più. Tra i 30 giocatori di movimento di sabato ha corso di più solo… Zurkowski, con 12,3 km.

PARAFULMINE. “È palese che il parafulmine della Fiorentina sia io. Mi va bene, se sono ancora qua è perché ho accettato questo status”, aveva confessato Biraghi settimana scorsa. “Nel momento che non vorrò più subire critiche, ma difficilmente accadrà per il carattere che ho, lascerò da una parte la borsa e andrò a casa. Qualcuno ce l’ha sempre con me. La cosa più importante è avere la stima di mister e compagni. Se dovessi perderla, inizierò a farmi due domande”. Nella striscia di risultati utili di fila, c’è tanto però del capitano. Non solo nelle ultime due partite. Più attenzione difensiva, discese sulla fascia e anche quel gol capolavoro a Verona che ha dato più spensieratezza. Là dove è scattata la svolta, come confermato da Italiano e dal gruppo. L’orgoglio del capitano, nonostante tutto. Nelle ultime due gare anche decisivo in area avversaria.

FONTE: fiorentina.it