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Cristiano Biraghi: la fascia da capitano, il rapporto ricucito con i tifosi e i cori personalizzati

In estate disse no a Mourinho per restare a Firenze: poi la fascia da capitano, il rapporto ricucito con i tifosi e i cori personalizzati.
Non deve essere facile dire «no grazie» a Mourinho. Serve orgoglio, personalità e grande fiducia nelle proprie decisioni. Identikit perfetto per Cristiano Biraghi, uno che la scorsa estate nel momento di scegliere tra una nuova avventura in maglia giallorossa e la permanenza a Firenze gratificata dalla fascia da capitano, non ha avuto dubbi. «Ho sempre detto che l’unica squadra per cui avrei potuto lasciare la Fiorentina era l’Inter e così è stato» ha ripetuto più volte il terzino sinistro reputato intoccabile da Italiano. Così scrive La Gazzetta dello Sport.

CRITICHE E FASCIA. Tra Biraghi e Firenze non è stato amore a prima vista, anzi. A lungo per i tifosi è stato il primo da criticare. «Per tanti sono il cane da bastonare – disse -, meglio così. Io non lo soffro, alcuni miei compagni potrebbero». Parole da capitano. Ed infatti, con l’addio di Pezzella in estate, la fascia è andata sul suo braccio. Gli attributi, l’amore per la maglia, la voglia di soffrire per la squadra, hanno cambiato le carte in tavola ed in stagione sono arrivati anche cori personalizzati per lui da parte della curva. Ha giocato 34 partite su 35 in campionato segnando 4 gol (5 in totale).