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Cristiano Biraghi, la lettera a se stesso: “il pallone era la cosa più importante della tua vita”

Lettera a se stesso della Fiorentina, stavolta a firma capitan Cristiano Biraghi. Il terzino gigliato sui canali ufficiali ha scritto queste parole: “Ti ricordi quando appena nato papà ti mise una maglia da calcio addosso? Il primo passo della passione impressa da tutta la famiglia. A due anni, ancor prima di camminare, il pallone era la cosa più importante della tua vita. Ricordo quando dopo i 5 anni, per la prima volta, sei andato a dare due calcetti al pallone nel campetto del paese? Una passione che ti sei portato avanti e che è diventata sempre più impegnativa, visti gli allenamenti e gli impegni scolastici. In testa avevi sempre e solo il calcio. Una grande passione per lo sport di squadra e le vittorie porta ad accettare ed imparare anche le sconfitte. Hai dovuto fare sacrifici che hanno forgiato il tuo carattere. Non uscire il pomeriggio o la sera, non andare alle feste per dedicarti allo studio e recuperare il tempo. Se sei quello che sei, lo devi ai sacrifici, che ti hanno portato a raggiungere grandi obiettivi”.

Prosegue Biraghi: “Da bambino vedevi le partite in televisione e speravi di arrivare a quei livelli. Con grande impegno e sacrificio sei arrivato a palcoscenici che nemmeno tu pensavi di poter raggiungere. A indossare maglie prestigiose e quella della tua nazione. Era il tuo sogno. Devi continuare, come hai sempre fatto, ad avere questa voglia di migliorarti. Ci sono stati momenti negativi, sia da giovane che da grande. Le bocciature che hai subito da allenatori e dirigenti che non credevano in te. Una fase molto importante della carriera per forgiare il tuo carattere. Un aspetto che ti ha portato ad essere il capitano della Fiorentina e farti rispettare da tutto questo ambiente. Sappiamo cosa significhi la fascia da capitano della Fiorentina, è il ricordo di Davide Astori, indelebile. Ciò che ci ha lasciato rimarrà sempre con noi”.

Poi aggiunge: “Alcuni momenti pesanti a livello emotivo, che non si possono superare. Altri devi ringraziare di averli passati, per diventare quello che sei. Devi ringraziare le persone che non hanno creduto in te, perchè ti hanno dato la forza in più per riuscire a raggiungere i tuoi obiettivi. Quando sei diventato grande e sei stato convocato tra i professionisti per la prima volta, quelli che guardavi in tv fino a poco prima”.

FONTE: fiorentinanews.com