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Cristiano Biraghi prima della finale: “Domani non avremo rimpianti, daremo tutto sul campo”

Insieme a Vincenzo Italiano c’è anche il capitano in conferenza stampa dall’Olimpico

Queste le parole di Cristiano Biraghi alla vigilia della Finale di Coppa Italia: “Ho sempre pensato da inizio anno – e lo dissi anche quando perdemmo 3-0 a Istanbul che sembrava una catastrofe – che dovevamo stare uniti e seguire l’allenatore. Solo così saremmo potuti uscire dal quel momento. Ne ero convinto, vedevo ogni giorno che mancava pochissimo. Creavamo tanto e segnavamo poco, ma il gioco c’è sempre stato. Abbiamo sempre proposto un calcio offensivo, era solo questione di tempo e di aspettare qualche nuovo compagno che doveva ambientarsi. Nel percorso può sempre succedere di tutto, ma ero convinto avremmo fatto una stagione importante”.

Parole usare con i compagni. “E’ normale che essendo il capitano, quando le cose non vanno bene, si cerca di trovare il problema, ma non è mai semplice. Ognuno ha il suo pensiero, ma ho sempre cercato di continuare a credere in quello che stavamo facendo. Quando sei in difficoltà è facile perdere la retta via. Grazie al mister, che da quando è arrivato ha messo un’idea di gioco che tutti abbiamo subito ascoltato, anche per ognuno di noi per rendere al meglio. Non è stato difficile continuare a stimolare i miei compagni in questo senso. Siamo un gruppo fantastico, tutti remano dalla stessa parte”.

Ancora sul gruppo. “Il gruppo è importante, sicuramente di più quando giochi due finali. Non abbiamo perso nessun giocatore per strada, queste componenti ti portano a giocare partite importanti come le finali”.

Su Firenze in festa. “Non riesco ad immaginarla, vorrei vederla. Ieri abbiamo visto qualcosa nell’allenamento a porte aperte. In Europa abbiamo avuto sempre sostegno. L’entusiasmo si respira appena apriamo la porta di casa. Immagino cosa potrebbe accadere ma ripeto, vorrei viverlo. La squadra ha percepito cosa significa vincere in una città così passionale, non abituata a vincere sempre. Domani vogliamo portare lo spirito fiorentino dentro il campo: ci darà una spinta in più”.

Quale Fiorentina in campo? “Domani non avremo rimpianti, andremo in campo e faremo il massimo. Non so se vinceremo o perderemo, ma a fine partita non avremo niente da recriminare”.

Cosa significa essere capitano? “Portare la fascia a Firenze non è come portarla da altre parti. Non è un peso, è un orgoglio portare avanti il percorso di Davide. Siamo partiti insieme, all’inizio di un ciclo rifondato con tanti giocatori nuovi. Il suo obiettivo era quello di riportare ad alti livelli la Fiorentina. Poi purtroppo il nostro capitano è venuto a mancare. Pezzella, Badelj, io stesso abbiamo fatto una promessa: volevamo portare avanti il suo obiettivo. Mettere da parte tutto e pensare al bene della Fiorentina“.

Poca esperienza di finali? “Non vedo apprensione e preoccupazione per questo, tutti non vedono l’ora di giocare. Appena l’arbitro fischierà le emozioni si lasceranno un po’ andare“.

Sullo stop a Basilea. “Era doveroso fermare un attimo la gara per capire cosa fosse successo. Ci erano arrivate voci di una situazione al limite, che non c’erano medici. Era importante richiamare l’attenzione per far andare qualcuno a verificare la situazione. Il legame con i tifosi è bello, rispettoso. Con chi è qui da più tempo, dopo la tragedia di Davide, si è creato un rapporto che va oltre il calcio. Questo aiuta molto la squadra nelle difficoltà”.

Sulla visita al Quirinale. “E’ stata una grande emozione ed un onore. Non si incontra tutti giorni il Presidente della Repubblica. E’ una cosa bella che ci rende orgogliosi. Siamo entrati subito in clima finale“.

Sull’Inter. “Mi aspetto una finalista di Champions, con giocatori fortissimi di livello internazionale. La squadra è fisica, la rosa al completo è la più forte d’Italia. Però poi ci siamo anche noi. Sento parlare di Inter favorita, magari giustamente, ma se siamo qua meritiamo attenzioni anche noi”.

FONTE: fiorentina.it