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Cristiano Biraghi tra gli alluvionati di Campi Bisenzio ad aiutare

La mattina a Campi per aiutare, il pomeriggio l’allenamento. Un gesto spontaneo che resterà da esempio

Dopo averne sfornati di brutti, di belli, di storti, di sfortunati, Cristiano Biraghi ha aspettato il giorno dopo per dipingere il cross che è finito nel posto giusto: nel mezzo del cuore della gente, nell’area della solidarietà umana, nella porta della generosità senza secondi fini, scrive la Gazzetta dello Sport.

Biraghi, com’era suo dovere di giocatore, si è impegnato per vincere la partita contro la Juventus. E gli è andata male: tutta la sfida ad attaccare, lui e i suoi compagni della Fiorentina, per restare con un pugno di mosche in mano e la rabbia dentro. Non deve essere stata una notte serena. Ma poi si è svegliato l’uomo Cristiano, e il calcio non era poi così importante. Ha indossato stivaloni di gomma, guanti, una tuta lisa e una giacca a vento, ed è andato a fare quello che il suo senso civico sentiva di fare: spalare fango e muovere macerie per aiutare la gente colpita dell’alluvione. Lo ha fatto a Campi Bisenzio, uno dei posti più colpiti della Toscana. Ci è andato di mattina, al pomeriggio aveva allenamento ma chissenefrega. Il pallone poteva aspettare e se ci arrivava stanco pazienza.

Non ci sono cronisti a testimoniare il suo gesto, non ci sono curiosi a seguirlo. È un atto volontario, del tutto personale. Difatti lui non ha fatto pubblicità e quella foto gli è stata “rubata” da un cittadino di Campi Bisenzio che voleva premiare la sua solidarietà e l’ha pubblicata su Instragram. Sembra persino che lui si sia dispiaciuto che fosse uscita quella foto. Forse è stato spinto dalla ragione: quella partita ha creato tante polemiche e per tanti non si doveva (giustamente) giocare. Forse è stato mosso dal gesto dei tifosi della curva Fiesole che hanno disertato la partita più importante per loro, contro l’odiata Juve, e sono andati a spalare proprio mentre al Franchi rotolava il pallone. O, forse, semplicemente, Biraghi, si è sentito di doverlo fare come uomo.

Poi la foto ha fatto il giro dei social e del web, si è fermata su un account Instagram dei tifosi, 999. Sotto l’immagine, c’era questo post: «Biraghi, senza farsi pubblicità come qualcuno, è sceso in campo per dare una mano alla popolazione colpita dall’alluvione». Così, semplice, ammirazione senza retorica. Bisogna dire che Biraghi non è mai stato tanto amato dai tifosi, più che altro per questioni, diciamo, tecniche. Ma per l’impegno nessuno ha mai avuto da dire. Adesso che lo hanno visto all’opera anche fuori dal campo, avrà acquisito molti crediti tra i sostenitori. Capitan Biraghi può essere contento, ma l’uomo Cristiano non se n’è curato. Quello che arriva dal profondo non ha bisogno di applausi o approvazione. Raccontano che, dopo le spalate, Biraghi si sia presentato all’allenamento come se niente fosse. Il silenzio della società, che non sapeva nulla, è la prova che il gesto fosse spontaneo.

Intendiamoci, Biraghi non è stato un eroe. Non ha fatto nulla di eccezionale. Però… però lui è un calciatore, uno di quegli sportivi che secondo l’immaginario collettivo vivono un po’ fuori dalla realtà, in un mondo altro. Per questo il suo gesto è importante e questa foto resterà un esempio per tanti ragazzi.

FONTE: fiorentina.it