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Di Lorenzo, tra Napoli e Italia: curiosità e carriera del terzino

Alla scoperta di Giovanni Di Lorenzo, azzurro fino al midollo. Carriera e curiosità del terzino del Napoli e dell’Italia

Di Lorenzo: storia di una lunghissima gavetta
Giovanni Di Lorenzo è nato a Castelnuovo di Garfagnana, piccolo paesino della provincia di Lucca, il 4 agosto del 1993. Nelle giovanili le sue qualità tecniche e la sua spiccata vena propositiva lo hanno portato a fare l’attaccante. Nelle giovanili della Lucchese, in cui ha militato tra il 2004 e il 2009 il suo ruolo era la punta centrale: venne addirittura soprannominato Batigol. La forza fisica è sempre stata, ed è tuttora, una delle sue doti migliori. Tuttavia sotto porta sbagliava spesso, ma ebbe sempre una grande predisposizione per il gioco aereo. Fu così che venne retrocesso, dapprima a centrocampista centrale; poi, data la precisione limitata nei passaggi filtranti, fu spostato a centrale di difesa. Di Lorenzo ha saputo sfruttare il fisico per ritagliarsi un ruolo importante, anche in quella nuova posizione.

Nell’estate del 2009 Di Lorenzo si trasferì alla Reggina, dove disputò una stagione con gli allievi e le due successive con la squadra primavera. Nella sua prima annata in Calabria, con gli allievi, vinse il Torneo Internazionale di Sanremo. Nei due anni seguenti diventò il capitano della Reggina primavera. A Di Lorenzo la personalità non è mai mancata e, il 29 maggio 2011, all’età di 17 anni fece il suo esordio con la prima squadra della Reggina, nella trasferta contro il Sassuolo.

Nella stagione successiva il club calabrese scelse di girarlo in prestito al Cuneo, in Lega Pro Prima Divisione. Ben presto divenne un punto cardine della difesa piemontese e la stagione di alto livello lo portò sul taccuino di Gigi Di Biagio, che lo convocò tra le fila della nazionale under-20. Nell’estate 2013 venne confermato in rosa dalla Reggina e disputò così con la maglia amaranto un’altra Serie B, collezionando 20 presenze nella stagione che si concluse con la retrocessione della squadra calabrese. Nella stagione 2014-2015 Di Lorenzo rimase alla Reggina e disputò quindi il campionato di Lega Pro.

A Matera e ad Empoli la svolta: nasce il moderno Di Lorenzo

Nel 2015, Di Lorenzo si trasferì al Matera, dove rimase fino al 2017. Nel club lucano un allenatore trasformò il toscano: Pasquale Padalino. Padalino capì in fretta che, se avesse continuato a giocare da centrale difensivo, la velocità dell’attuale terzino del Napoli, sarebbe stata soffocata. Per dare sfogo alle cavalcate di Di Lorenzo e per sfruttare la sua capacità di crossare bene, il tecnico del Matera lo spostò sulla fascia destra e le sue prestazioni migliorarono. 58 presenze, 3 gol e oltre 10 assist sono stati il suo bottino nel biennio in Basilicata.

Nell’estate del 2017 il terzino toscano approdò all’Empoli, società per la quale firmò un triennale. Il 23 aprile 2018, Di Lorenzo segnò il suo primo gol in Serie B, in un match vinto 4-2 dai toscani in trasferta a Frosinone. Ottenne 36 presenze e vinse il campionato con l’Empoli che raggiunse così la promozione in massima serie. Nel 2018 fu grande protagonista con l’Empoli in Serie A. Da matricola in A, concluse la stagione con 37 presenze e 5 assist: un bottino più che dignitoso, nonostante la retrocessione.

Napoli e Italia: Di Lorenzo azzurro

Dopo l’exploit nella prima stagione in Serie A con l’Empoli, Di Lorenzo ha fatto il suo approdo a Napoli. Il club di De Laurentiis era alla ricerca di un terzino destro e ha puntato su di lui. Nell’annata 2019-2020 diventò un titolarissimo dei partenopei, sia con Carlo Ancelotti che con Gennaro Gattuso in panchina. Una delle caratteristiche che hanno contraddistinto il giocatore toscano è stata la sicurezza nei propri mezzi.

Nel cuore di Di Lorenzo non c’è solo l’azzurro del Napoli, ma anche l’azzurro dell’Italia. Il 26 aprile 2019 il ct Roberto Mancini rimase stregato dallo strapotere fisico del terzino toscano durante uno stage. La prima convocazione con l’Italia arrivò la stagione seguente, il 4 ottobre per le gare di qualificazione a Euro 2020 contro Grecia e Liechtenstein. All’Europeo, vinto dall’Italia, Di Lorenzo ha fornito prestazioni di altissimo livello in ambedue le metà campo. Il terzino destro, in origine, nelle gerarchie di Mancini era alle spalle di Florenzi. Nella prima giornata del girone subentrò all’ex giocatore della Roma e da quel momento non perse più la titolarità.

Contro la Macedonia del Nord, sfida che è costata all’Italia la seconda non qualificazione consecutiva al Mondiale, Di Lorenzo era assente per infortunio. La sua mancanza l’ha subita tanto il Napoli quanto l’Italia. Dopo il fallimento azzurro di Palermo, comunque, il terzino ci ha messo la faccia affermando qualche settimana dopo a Il Corriere dello Sport: ” Vedere la partita con la Macedonia da casa mi ha fatto male, non volevo credere al risultato. Non so cosa va tenuto o meno di questa nazionale, decide il mister. Non siamo passati da essere fenomeni a scarsi. Ci sono giovani importanti e dobbiamo ripartire tutti insieme come l’ultima volta dopo l’eliminazione dal mondiale”.

Il futuro di Di Lorenzo

Al momento Giovanni Di Lorenzo è un elemento centrale nel progetto Napoli e un tassello fondamentale dell’Italia. Nonostante le recenti incursioni di mercato dell’Atletico Madrid lui è felice all’ombra del Vesuvio e non ha alcuna intenzione di lasciare la squadra di Spalletti, di cui sogna di diventare capitano. Attualmente sembrerebbe esserci aria di rivoluzione al Napoli. Di Lorenzo starebbe mirando invece a diventare un punto fermo di una realtà che lo ha sempre accolto, apprezzato e stimolato. Lui, dal canto suo, ha sempre dato il 110% di sé in campo: e i tifosi hanno apprezzato. Nonostante i tifosi stanno rumoreggiando e temendo di perdere pezzi pregiati della rosa, il Napoli del presente e del futuro avrà Giovanni Di Lorenzo: azzurro fino al midollo.