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È l’anno di Mario Rui: uno dei principali protagonisti di questo Napoli

Tra tutti i protagonisti di questo Napoli e della sua cavalcata, uno dei principali è sicuramente Mario Rui, rivitalizzato dalla gestione Spalletti

Lo sport, come la vita, è una continua montagna russa. Un continuo imperversare di emozioni e di momenti che, se troppo forti, potrebbero spazzare via chiunque in un istante. La carriera sportiva di Mario Rui Silva Duarte è la traslitterazione perfetta di questo concetto. Il suo Napoli, nonostante un mercato pieno di cessioni importanti, è riuscito a costruire in questa stagione una squadra ultra-competitiva, in grado di dire la sua sia in Italia che in Europa. Una formazione dalle geometrie perfette, architettate nei minimi dettagli da Luciano Spalletti, che vive di calcio e predica calcio. In un contesto tecnico-tattico tra i più poveri della storia del nostro campionato, questo Napoli è un piacere calcistico di livello altissimo, forse quanto i top club europei. Tra i protagonisti più gettonati, come il prodigio venuto dal nulla Kvaratskhelia o il bomber con la maschera Osimhen, e le storie che nascondono, colui che cela la storia più bella di tutte probabilmente è proprio Mario Rui: una storia fatta di fame, rivincita e resilienza, come solo un palcoscenico come quello partenopeo può regalarti.

Da brutto anatroccolo a bellissimo cigno: l’incredibile ascesa di Mario Rui

Se avessimo chiuso gli occhi a maggio 2022 e ci risvegliassimo nel mese di novembre, ci chiederemmo sicuramente come faccia il Napoli a dominare sia in Serie A, sia nel Girone A di Champions League (che ha tra le sue fila Liverpool, Ajax e Rangers). I nostri dubbi, inoltre, si farebbero ancora più grandi se andassimo a dare un’occhiata alla formazione titolare: via Koulibaly, Insigne, Mertens e Fabian Ruiz, dentro un certo Kim, un certo Kvaratskhelia e altri rincalzi della stagione precedente. I tifosi più critici, sicuramente, storcerebbero ancora di più il naso se vedessero chi Spalletti decide ancora di allocare nella fascia sinistra: Mario Rui. Il terzino portoghese, sin dal suo approdo in Campania dalla Roma nel 2017, non ha mai convinto appieno la tanto esigente tifoseria napoletana. Le occasioni donategli da tutti gli allenatori che si sono susseguiti alla corte di De Laurentiis sono state tante, eppure spesso e volentieri il Maestro (come l’hanno scherzosamente chiamato i tifosi, napoletani e non solo, sui social) si è fatto trovare impreparato, impacciato, quasi mai sufficiente.

Il mantenerlo sulla fascia sinistra è sempre stato sintomo di critiche da parte dei sostenitori azzurri, sia al portoghese sia alla dirigenza del Napoli che, a detta loro, non sarebbe stata all’altezza non essendo riuscita a trovare un miglioramento su quella zona di campo, contando che il sostituto principale era Faouzi Ghoulam, da diversi anni alle prese con dei problemi muscolari. Eppure, lui è sempre rimasto lì, sempre con la consapevolezza di avere il fiato sul collo di una tifoseria pressante, sempre con il fardello di essere considerato da tutti l’anello debole di una squadra che, pian piano, sembrava al tramonto di un ciclo che poteva essere vincente ma, a conti fatti, non lo è mai stato.

La consacrazione del Maestro: la stagione 2022/23

La stagione 2022/23 sembrava dovesse vedere Mario Rui come gregario e veterano in uno spogliatoio pieno di nuove promesse. Nei piani iniziali di Spalletti, il portoghese era stato tagliato fuori dalla formazione titolare per dare spazio a Mathias Olivera, uno dei colpi di Giuntoli dell’estate 2022, pagato ben 15 milioni dal Getafe. Eppure, il tecnico toscano non se l’è mai sentita di panchinare il terzino ex Empoli: d’altronde era impossibile biasimarlo, l’inizio di stagione del classe 1991 è stato il migliore della sua carriera. Assist dopo assist, prestazione dopo prestazione, il Napoli e la sua Nazionale, il Portogallo, hanno riscoperto un talento che si era perso tra le dure parole degli addetti ai lavori e un ambiente che di fiducia gliene regalava poca.

Super Mario ha ricominciato finalmente a saltare e volare sulla fascia sinistra, candidandosi come leader di un gruppo giovane ma estremamente talentuoso, del quale è diventato in un certo qual modo un vero e proprio punto di riferimento. Mario si è ripreso tutto con gli interessi, costruendosi da solo una rivincita che lo sta portando ad essere il miglior assist-man tra i difensori nei top 5 campionati europei. E che, soprattutto, lo sta portando ad avere uno spazio fisso nel cuore dei tifosi del suo Napoli che, ora come non mai, hanno un sogno nel cuore.

FONTE: footballnews24.it