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Gazzetta – Finalmente Conti

Forse il nuovo Andrea Conti è nato sul prato dell’Olimpico, contro la Roma, in una sera di errori a ripetizione. Una serata storta, un tempo pieno di disastri, prima c’era stato il fallo di mano che a San Siro aveva spalancato al Lecce la strada del provvisorio 1-1, dopo arrivarono due gare in panchina, una panchina pesante come un macigno. Ancora una volta, Conti sembrava destinato a rimanere un giocatore incompiuto. Era stato il primo colpo del Milan post-berlusconiano, Fassone e Mirabelli lo avevano strappato agli altri club pretendenti per 24 milioni nell’estate 2017. Sembrava un giovane prodigio, come tanti usciti dall’Atalanta: a differenza di altri suoi ex compagni, lungo il percorso per il successo ha trovato parecchie salite.

Ragazzo d’oro

Certo, ci sono stati gli infortuni: nell’agosto del 2017è saltato il crociato del ginocchio sinistro. Erano passate poche settimane dal suo esordio in Europa. Operato in settembre, Conti cerca di bruciare i tempi, ma il suo ginocchio sinistro si ribella: distorsione nel marzo del 2018 e nuovo stop. Il ritorno in campo non è il massimo: il 22 dicembre 2018, la Fiorentina batte il Milan a San Siro. Quella del ragazzo d’oro con il Milan sembra proprio una storia maledetta, anche perché nel frattempo si fa largo Davide Calabria, il giocatore uscito dal vivaio per dare un po’ di identità a un Milan sull’orlo di una crisi di nervi che sembra passeggera e non lo è stata. Ecco, Conti il predestinato si è trovato in mezzo a tutto questo. Ha resistito in estate alle proposte di cessione e la sua cocciutaggine è stata premiata.

Giovanissimo senior

Oggi Conti è tornato a splendere come faceva nell’Atalanta di Gasperini. Allora si trovava in una banda di bambini terribili, in questo Milan verde sembra quasi un senatore. Per l’anagrafe, a 25 anni compiuti lo scorso marzo potrebbe quasi esserlo, se non fosse per le poche partite giocate. Poche soprattutto se si pensa alle aspettative che lo hanno accompagnato a Milano, ma ora i problemi sembrano risolti. Andrea, che fra pochi mesi sarà padre, sembra maturato e pronto da un punto di vista fisico a sopportare le sollecitazioni che il calcio quotidiano produce su un ginocchio più volte colpito. Forse stavolta la ruota è girata davvero. Non siamo ancora a metà campionato e le presenze in campo sono già sette: erano state venti (5 più 15) nelle due stagioni precedenti.

Continuità

La partita di Parma è più di una fiammata, perché arriva dopo buone prestazioni con Juventus e Napoli. Conti, che con Giampaolo ha giocato pochissimo, ha preso le misure al nuovo Milan. Pioli gli ha dato molta fiducia, così come ha fatto con Theo Hernandez dall’altra parte del campo, e ormai il ballottaggio con Calabria pare svanito. Il tecnico ha saputo toccare le corde giuste, perché Conti aveva bisogno di ritrovarsi, non soltanto a livello fisico. Dopo gli infortuni, qualche certezza forse era venuta a mancare e giocando di più si è materializzata di nuovo. Con Theo e Conti titolari, il Milan è un po’ sbilanciato (soprattutto a sinistra), ma la spinta è assicurata. La difesa a tre e mezzo di Pioli ha trovato in loro due interpreti molto capaci. Rispetto al francese fra l’altro Conti è più attento tatticamente: lo è stato soprattutto nelle ultime partite e il rendimento è migliorato. Ora attraverso un bel periodo, ricompensa della sorte dopo i guai che ha superato grazie a se stesso, allo staff, alla famiglia e alla fidanzata.

Cani, amore e fantasia

Martina è un punto fisso nella vita di Conti. I due si sono conosciuti quando il terzino giocava nell’Atalanta e lei studiava economia, e intanto lavorava allo stadio. Non si sono più lasciati. Come quasi tutti i ragazzi della loro età sono molto attivi sui social, dove postano foto in giro per il mondo o semplicemente a casa con il labrador Maui. Vivono a City Life, in uno dei nuovi quartieri di Milano, vicino a casa Milan. Molti colleghi passano ore alla playstation, Conti ha gusti un po’ meno consueti: è un patito dei film di Walt Disney e ha un’intera collezione di dvd. Finora la sua vita calcistica non aveva avuto il tono dell’happy end, ora il lieto fine sembra decisamente possibile.