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Giovanni Di Lorenzo: terzino, regista, incursore centrale e trequartista aggiunto

Finora Di Lorenzo ha giocato titolare sempre e quasi sempre è rimasto in campo fino alla fine delle partite, tranne che in tre occasioni: con Sassuolo, Ajax e Rangers.

Napoli-Milan sarà anche la sfida tra Giovanni Di Lorenzo e Theo Hernandez, due giocatori che definire solo terzini è riduttivo. Piuttosto, come scrive la Gazzetta dello Sport, scegliete tra registi camuffati, incursori centrali, trequartisti aggiunti, anche se faticherete a trovare il vestito giusto, semplicemente perché l’azzurro e il francese sfoggiano più abiti in 90 minuti di una top model in tutta la Fashion Week. Theo e Giovanni sono quanto di più illeggibile possa oggi offrire l’interpretazione del ruolo di laterale in Serie A.

Prendiamo Di Lorenzo, il capitano del Napoli. Finora ha giocato titolare sempre e quasi sempre è rimasto in campo fino alla fine delle partite, tranne che in tre occasioni: con Sassuolo, Ajax e Rangers, quando è stato sostituito tra il 79’ e l’86’. Nel Napoli l’esterno destro difensivo è costruttore di gioco, che tocca tantissimi palloni nella metà campo avversaria e – di partita in partita – tara la propria posizione anche secondo lo schieramento avversario. Come e più dei compagni, il lucchese ha recepito gli insegnamenti dell’allenatore che punta a sfruttare gli spazi che concedono gli avversari e su questo lavora ossessivamente in allenamento. Ma è l’azione del 3-0 a Torino uno dei movimenti più spettacolari ed efficaci del capitano, che partendo dalla sua zona è diventato il direttore di orchestra in un concerto di automatismi, sovrapposizioni e tocchi in sequenza che ha coinvolto anche Anguissa, Kvaratskhelia, Olivera e Osimhen (finalizzatore finale con il colpo di testa vincente).

FONTE: areanapoli.it