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Il calciatore della settimana: Gennaro Tutino

Il Cosenza si prepara per la seconda sfida esterna consecutiva. Sabato, infatti, i rossoblù torneranno in Liguria per affrontare, questa volta, lo Spezia. In attesa del match conosciamo meglio uno dei lupi più amati dai tifosi: Gennaro Tutino

Deve esserci un sottile filo rosso e blu che lega Gennaro Tutino al Cosenza: non è un caso che, dopo tanto girovagare, l’attaccante napoletano sia tornato di nuovo dalle parti del Marulla.

Amato dalla tifoseria, in riva al Crati si sente un re. Un imperatore acclamato dal suo popolo. E, per questo, leader in campo e fuori, trascinatore come da nessun’altra parte gli è mai capitato di essere. Un legame viscerale quello con il capoluogo bruzio che lo ha portato addirittura a fuggire dal ritiro del Carpi nell’estate del 2018 per poter indossare nuovamente il rossoblù e guidare il Cosenza nel ritorno in cadetteria.

Caratteristiche tecniche
Attaccante rapido e sgusciante, nel tempo ha modificato le sue caratteristiche. Approdato in rossoblù come attaccante esterno, fu Braglia che per primo lo accentrò e lo avvicinò alla porta facendolo conoscere al calcio che conta. Il meglio lo ha dato sempre quando ha agito da attaccante centrale, libero di svariare per tutto il fronte offensivo e non quando è stato limitato su una delle due fasce. Oggi Gennaro è ormai un numero 9 atipico, che ama giocare sulla profondità, dal dribbling rapido e capace di segnare gol spettacolari, come quello al Venezia in sforbiciata nella sua prima avventura rossoblù che fu premiato come il più bel gol della stagione.

Carriera
Nonostante abbia appena compiuto 27 anni, Gennaro Tutino ha avuto una carriera che lo ha portato a girovagare per il belpaese.
Cresciuto nelle giovanili del Napoli, la prima esperienza tra i grandi è a Vicenza, in Lega Pro. Ma è una partenza con il piede sbagliato perché la rottura del crociato del ginocchio destro lo costringera a 5 mesi di stop forzato. A gennaio non c’è più spazio per lui in Veneto e quindi chiuderà la stagione al Gubbio, sempre in terza serie, dove realizzerà il primo gol tra i
professionisti.
L’anno seguente si sale di categoria ma, ad Avellino, in B, nessuna presenza per il giovane attaccante partenopeo che quindi a gennaio passa a Bari, dove arriverà l’esordio in cadetteria. Rimarrà quella l’unica presenza stagionale.
Nella stagione 2016-17 si torna quindi in Lega Pro e nella Carrarese trova la titolarità fino a che un nuovo infortunio, metatarso, lo ferma per altri 5 mesi. Tuttavia nell’esperienza toscana
segnerà due gol, di cui uno al playout di ritorno che garantirà la salvezza ai suoi. Nell’estate del 2017 il passaggio al Cosenza dove, nella prima parte di stagione, trova poco spazio. Con l’arrivo di Braglia diventa man mano titolare inamovibile, contribuendo notevolmente alla promozione dei lupi in Serie B con 9 gol nella regular season e ben 4 nel cammino trionfale dei playoff. Nel 2017-18 ancora Cosenza, dopo la brevissima parentesi
estiva al Carpi citata in apertura di pezzo. È l’anno della consacrazione: in B conterà 34
presenze e 10 gol. Presenze e reti che gli faranno assaporare la Serie A: infatti dopo aver salutato la Calabria va in prestito a Verona. Arriva l’esordio in A ma poi gli spazi diminuiscono sempre più e a gennaio del 2020 torna in Serie B all’Empoli,
Per la stagione 2020-21 Castori lo vuole a Salerno e costruisce intorno a lui l’attacco della sua squadra. Giocherà 36 volte e segnerà 13 gol trascinando i campani alla conquista della massima serie. Ma ancora una volta non ci sarà spazio per Gennaro in A con il Napoli che lo
cede, stavolta a titolo definitivo, al Parma appena retrocesso in serie B.
Un anno e mezzo di alterne fortune con i ducali quindi la mezza stagione a Palermo prima del ritorno al Cosenza di questa estate.

Curiosità
Da bambino era combattuto tra due grandi passioni. Il calcio, ovviamente, e la danza classica e
moderna; per anni sognava il palcoscenico di Amici prima che il suo vero grande palcoscenico
diventasse il campo da calcio.
Nella biografia della sua pagina Instagram si legge la frase “Tutto posso in colui che mi dà forza”. La frase è tratta dalla lettera di San Paolo ai Filippesi e paleserebbe una fede in Dio abbastanza radicata.
Sua figlia Benedetta è nata nel febbraio del 2019, durante la sua prima esperienza in maglia rossoblù. E anche il suo secondogenito verrà al mondo mentre gioca con la maglia dei lupi. Le
casualità della vita, o forse no.

FONTE: cosenzapost.it