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La Fiorentina riparte da Biraghi, Bonaventura e Gonzalez

Il capitano, il leader e il giocatore di maggior talento: il tecnico si fida dei tre perni della sua Viola. Importanti anche per chi arriverà

Tre leader al fianco di Vincenzo Italiano, per puntare in alto e aiutare quelli che saranno i nuovi innesti a inserirsi il prima possibile all’interno del gruppo e nel sistema di gioco del tecnico viola. Cristiano Biraghi, Giacomo Bonaventura, Nicolas Gonzalez: il capitano, il più esperto, il talento cristallino. Spesso l’allenatore della Fiorentina si è affidato ai suoi tre punti di riferimento, dentro e fuori dal campo. Per trascinare, aiutare, compattare. Così scrive La Repubblica.

CAPITANO. Biraghi è il capitano, l’espressione diretta in campo del pensiero di Italiano. È il giocatore che si prende le grandi responsabilità parlando al nome del gruppo. Il portavoce della squadra nei confronti di tecnico e società. Un leader vero che, come Italiano, funge da martello per tenere sempre alto il ritmo durante gli allenamenti. Ha un contratto che andrà oltre al 2024 e ha già fatto intendere, più volte, come il suo obiettivo sia quello di rimanere in viola per provare a riportare un trofeo a Firenze e scrivere una pagina storica con la Fiorentina. Biraghi si è rivelato fondamentale anche nell’unione tra tifoseria e squadra: nei momenti più complicati, quelli dove i risultati non arrivano e le critiche si fanno più intense, ma anche prima di gare decisive e affascinanti.

LEADER. Il più esperto tra i titolari, carta d’identità alla mano, è Bonaventura. Classe 1989 e legato ai viola ancora per un altro anno. Poi, chissà. Vorrebbe giocare fino a 40 anni e l’augurio è che continui a farlo sui ritmi finora mostrati anche nella sua avventura in viola. Qualità, sostanza, grinta. Leadership. Ha suonato la carica quando la squadra non girava, non si è mai tirato indietro nel confronto costruttivo e schietto con allenatore e dirigenza, ha risposto sempre con prestazioni di spessore nonostante avanzi la maturità.

PUNTO FERMO. Infine Gonzalez. Talento puro, esplosività ed imprevedibilità. Le lacrime per i Mondiali mancati sono un lontano ricordo. Nico è tornato ad abbracciare Messi e la sua gente. I problemi sono alle spalle, la felicità è tornata a portata di mano. Se a gennaio la Fiorentina ha chiuso le porte a ogni ipotetica offerta per il suo cartellino, anche adesso proprio non se ne parla. Gonzalez è un punto fermo per Italiano. L’immagine di Nico che dopo la sconfitta di Praga piange e canta insieme ai tifosi della Fiorentina, è l’emblema della simbiosi tra Firenze e il suo leader offensivo.

FONTE: fiorentina.it