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Manca Osimhen? Ci pensano le ali del nuovo Napoli

Politano e Kvara in tandem assicurano più reti di Raspadori e Simeone, sostituti naturali del bomber nigeriano. E Garcia aspetta la rinascita di Elmas e l’esplosione di Lindstrom

L a virtù del Napoli non sta nel mezzo, non adesso. La necessità, altro concetto tipicamente collegato al primo nel parlato comune, è stata esaltata, resa un punto di forza ineccepibile. Senza il riferimento offensivo, sono stati armati gli esterni. Le ali, diversamente da quanto toccò al povero Icaro, sono diventate una garanzia, addirittura insostituibili per la costanza di rendimento garantita finora. L’infortunio di Osimhen, infatti, ha costretto Rudi Garcia a ripensare tutto il reparto avanzato, non soltanto per gli interpreti ma anche e soprattutto in termini di distribuzione delle responsabilità. Il Napoli finalizza in modo più vario, non è più dipendente dalle prodezze del nigeriano, a cui venivano affidate le mansioni principali della fase realizzativa, o da chi ne fa le veci. Le 27 reti totalizzate finora in stagione possono così essere suddivise in quattro aree: sei arrivano dal centravanti ex Lille, quattro da chi ne sta prendendo il posto (tre per Raspadori e una di Simeone), otto dal duo Politano-Kvaratskhelia rispettivamente con cinque e tre e altrettante dagli altri giocatori (tre per Zielinski, due per Di Lorenzo e Ostigard, una per Gaetano), più un autogol.

IL RITORNO – Il dato che spicca è proprio quello relativo agli esterni alti. Le doti del georgiano non rappresentano una novità, è pur sempre il miglior calciatore della scorsa Serie A e milita nella formazione campione in carica. Tuttavia il Napoli ha patito la sua partenza a marce basse, condizionata anche da un infortunio sofferto in estate che ne ha rallentato la preparazione a ridosso del via. Per un breve periodo, le sue difficoltà hanno lasciato trasparire una certa indolenza nei confronti dell’allenatore che non si addiceva minimamente né allo status né all’importanza che ricopre nello spogliatoio. La prestazione sontuosa con l’Udinese l’ha sbloccato, la doppietta a Verona invece è da fuoriclasse, che ha compreso il momento e si è fatto carico della squadra in modo concreto e senz’altro più maturo.

FONTE: gazzetta.it