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Mario Rui: assist man passato da bersaglio a idolo

Il filosofo greco Eraclito diceva ‘panta rei’. Il significato? Tutto scorre, tutto passa.

Il filosofo greco Eraclito diceva ‘panta rei’. Il significato? Tutto scorre, tutto passa. Questa espressione forse mai come nessun’altra meglio si addice alla parabola napoletana di Mario Rui. Alzi la mano chi non avrebbe sorriso o storto il naso dinanzi al soprannome ‘maestro’ affibbiato al portoghese.

Nel corso dei suoi anni a Napoli ne sono piovute di critiche nei confronti dell’ex Roma. Di errori ne ha commessi (come tutti), però resta il fatto che con la costante assenza di Ghoulam era praticamente l’unico calciatore a non avere mai cambi nel suo ruolo. La scorsa estate l’addio di Ghoulam e l’acquisto di Mathias Olivera avevano fatto pensare che Mario Rui sarebbe potuto scivolare alle sue spalle nella gerarchia della fascia mancina.

E invece così non è stato, anzi. Testa e bassa e pedalare, forse il motto dell’intera carriera di Mario Rui. L’arrivo di Olivera gli ha dato nuovi stimoli, ma anche un po’ di fiato, fin quando progressivamente l’ex Getafe ha conquistato il suo spazio, giocando pure da titolare in diverse gare di Champions. La staffetta, insomma, ha dato risultati più che positivi e di questa sana competizione hanno beneficiato entrambi.

Mario Rui ha trovato sin da subito un’intesa naturale sulla corsia mancina con Kvaratskhelia e le combinazioni e i fraseggi tra i due sono state tra le chiavi di volta dello sviluppo di gioco del Napoli di quest’anno. In questa stagione si è specializzato anche in zona offensiva, non in termini di gol ma di assist. Ben 7 in campionato ai quali si aggiunge uno in Champions. Mario Rui è diventato un vero e proprio uomo chiave in zona gol. E’ passato da bersaglio a idolo della folla e ha contribuito a riportare lo scudetto a Napoli dopo trentatré anni.

FONTE: tuttonapoli.net