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Mario Rui è l’idolo di Dimaro

Il terzino portoghese anche in Trentino ha mostrato la sua umanità fermandosi con tutti i tifosi. In un calcio sempre più viziato lui rappresenta l’esempio da seguire

Quando si parla dei giocatori spesso li si definisce ragazzi viziati a cui i soldi sono andati alla testa. Ciò che sta succedendo quest’estate può confermare questa affermazione, tutti in fuga in Arabia Saudita dove gli ingaggi sono semplicemente da capogiro. Spesso questi ragazzi, idoli dei tifosi, li si sente lamentare per le troppe partite giocate, per uno stipendio da aumentare, per l’allenatore che non lo fa scendere in campo, per il troppo amore dei supporters. Poi esiste Mario Rui a Napoli da 8 anni che hanno contribuito a renderne uno dei prediletti dei partenopei. Il portoghese non è entrato nei cuori della gente solo con le sue prestazioni, ma soprattutto per aver sempre onorato la maglia rispettando i tifosi.

A Dimaro Mario Rui è sempre il più acclamato anche nel corso della sessione d’autografi

Nei giorni scorsi il numero 6 azzurro è stato tra i protagonisti delle sessione d’autografi pomeridiana qui a Dimaro in cui è stato praticamente preso d’assalto da coloro che sono accorsi in Trentino. Un tributo emozionante per lui. Un tributo ad un il ragazzo ha reso onore non volendo scontentare nessuno. Infatti, ha tardato il suo ritorno in albergo per la cena nonostante le sollecitazioni della sicurezza. Ha vinto lui, ed è stato bello vederlo sorridere con tutti. Scambiare una chiacchiera, ringraziare i tifosi, accarezzare bambini, rendere felici le persone che esultavano per aver ottenuto il bottino. Un giovane supporters gli ha persino dato un foglietto con il numero di telefono che il terzino ha tenuto con sé. Infine ha avuto una conversazione con una tifosa portoghese che gli ha donato una sciarpa del loro paese.

Un solo mantra a Dimaro: Mario Rui è una brava persona

Tra sorrisi e gratitudine le persone sono andate via felici ripetendo come un mantra la frase: “È proprio una brava persona”. La meraviglia nel condividere quest’affermazione è dovuta dal fatto che non sempre si riesce a vedere i giocatori come brave persone. A volte per colpa dei loro atteggiamenti, a volte per la maleducazione dei tifosi stessi ( anche questo un elemento da non mettere in secondo piano). Ma Mario Rui ha scelto un’altra strada, quella del rispetto e della gratitudine nei confronti di coloro che gitano l’Italia per supportare la squadra, ha scelto di essere sempre il bravo ragazzo che dopo tanto faticare il 4 maggio 2023 è diventato campione d’Italia. E in questi giorni con un gesto che può sembrare banale ha dato una lezione a tanti suoi colleghi che forse hanno dimenticato la vera essenza dello sport che rappresentano.

FONTE: calcionapoli1926.it