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Mario Rui, uno dei leader silenziosi e tecnici di questo grande Napoli

La nuova stagione è già decisiva per Mario Rui che ha conquistato il Napoli con forza di volontà e spirito di sacrificio

In una stagione del tutto nuova, il Napoli ha trovato delle fondamenta appropriate sulle quali appoggiarsi. Questa volta non si parlerà di Kvaratskhelia, Anguissa o qualsiasi uomo del reparto offensivo. Gli azzurri hanno la fortuna di avere dalla propria parte un leader silenzioso, uno di quelli che fa la differenza dentro e fuori dal rettangolo verde. Non si può non citare il nome di Mario Rui.

Amore per la strada intrapresa

In un calcio in continuo mutamento esistono ancora calciatori con valori importanti. Mario Rui rientra a pieno tra questi, in quanto il terzino del Napoli dimostra continuamente l’amore per il suo club e per il popolo. Nel corso degli anni, spesso è stato acclamato dai suoi tifosi, ma il sentimento dimostrato in questo inizio di stagione è incredibile. I supporters lo hanno soprannominato il “professore”. Il nome gli si addice al massimo e non solo per i piedi molto educati. Infatti, il portoghese è capace di gestire una squadra intera, proprio come farebbe un insegnante con i suoi alunni. Non ha paura, non teme confronti ed avversari (basti ripensare alla prova con il Liverpool). La verità è che questo sport avrebbe bisogno di più uomini così, capaci di essere felici per le emozioni che regalano ad una città intera. Non a caso, Mario è il pupillo dei bambini e non solo. Forse, sarà per la disponibilità dimostrata anche all’esterno del campo, nel rapporto coi tifosi.

Spirito di sacrificio

Eppure Mario Rui non è stato amato da un giorno all’altro dai tifosi azzurri. L’uomo sulla fascia sinistra ha meritato questo riconoscimento ed ora è libero di goderselo al massimo. Momenti belli o brutti che siano lui c’è sempre stato, in qualsiasi attimo. Non a caso, sono cambiati gli allenatori ma il portoghese continua ad essere una pedina fondamentale per i partenopei. Certamente con Spalletti è arrivata la consacrazione definitiva. Proprio quella che ti rende grande a Napoli ma anche altrove. L’aiuto che regala alla squadra spesso viene offuscato dall’incredibile talento dei compagni. Ciò nonostante gli esperti di calcio conoscono molto bene le qualità del giocatore. Siamo di fronte ad un onnipresente e parlano semplicemente i numeri. Mario Rui è sempre partito titolare in Serie A, tranne nel pareggio casalingo contro il Lecce. Forse, è stata la dimostrazione che questo ragazzo non può essere esentato dai match. Il tecnico toscano lo sa e apprezza molto le sue qualità. Si tratta di un terzino sinistro capace di difendere ed offendere allo stesso tempo. Le qualità tecniche in questa stagione lo stanno consacrando come un vero e proprio assistman, in parole semplici colui che è sempre impeccabile nell’ultimo passaggio. Oltre a ciò, il sacrifico mostrato in campo è ben visibile. Rui è sempre l’ultimo a mollare la presa e il suo match termina solo quando l’arbitro attua il triplice fischio, non un secondo prima.

Riconquista

Quanti tifosi del Napoli pensavano che Mario Rui avesse perso il posto da titolare? Tanti. Con l’acquisto di Olivera, il portoghese era destinato a finire ai margini del club. Ma, fondamentalmente il suo compito all’intero del gruppo non è mai stato in discussione. Il merito non è di Spalletti o della società, ma semplicemente del calciatore. Quest’ultimo, in questo nuovo inizio non ha semplicemente consolidato il suo ruolo, ma l’ha riconquistato. Ciò è avvenuto sul campo, non nelle sale stampa o dinanzi ad una telecamera. Al momento, il neo acquisto azzurro Mathias Olivera è destinato ad essere la seconda scelta (pure se di lusso) e non potrebbe essere altrimenti. Rui non ha paura di chi gli sta avanti e nemmeno di chi insegue. La cosa certa è che riesce ad essere un esempio, non per il club ma per il calcio. La storia del terzino partenopeo insegna ai più giovani che nella vita così come nello sport non possono esserci alibi. Conta ciò che si fa e sopratutto l’impegno usato per il raggiungimento del proprio obiettivo.

FONTE: calcionapoli1926.it