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Nicolò Casale: «Sogno l’azzurro»

«Da gennaio che leggo anch’io dell’interessamento della Lazio ma non ne so nulla. Può far piacere, però per me la gioia più grande è indossare la maglia della mia città». Nicolò Casale contro il suo futuro? Vedremo. Non è una novità che Claudio Lotito abbia cercato in ogni modo possibile di circuire Maurizio Setti per avere il giovane difensore gialloblù. A spingere la Lazio verso il difensore veronese è stato lo stesso tecnico Maurizio Sarri. Sabato sera sarà una partita speciale per Niccolò. Dal Pescantina al Settimo e poi al Castelnuovosandrà, prima di scalare tutte le giovanili gialloblù fino alla Prima squadra.


Che anno è stato?
Fantastico, adesso dobbiamo finirlo alla grande. A Roma per fare risultato perchè dopo tre partite e zero punti ci davano già per spacciati. Ed invece abbiamo fatto una stagione incredibile. Non pensavo di poter partire negli undici. L’ho capito in ritiro con mister Di Francesco. Mi ha dato subito fiducia, poi è arrivato Tudor. Quest’ultimo mi ha completato come difensore. Mi ha insegnato letteralmente come si gioca con i tre dietro. I movimenti e le misure da non perdere mai di vista. Sì è stato per me cpme per altri un anno eccezionale.


Vi siete resi conto di quello che avete fatto?
Forse ancora no. Per me è indescrivibile. Non mi aspettavo da veronese di poter giocare subito da titolare. Dall’arrivo di Tudor c’è stata una svolta, credo a livello mentale. Siamo andati tutti oltre ai nostri limiti.


Il complimento più bello, che hai ricevuto?
Mio papà Stefano, grande appassionato di calcio ha creduto in me. Mi è stato sempre molto vicino. Lui aveva giocato a buoni livelli nei dilettanti a Peschiera e poi nel bresciano. Quando ero più piccolo gli avevo promesso che avrei fatto di tutto per riuscire ad arrivare in serie A. Ce l’ho fatta con la maglia gialloblù: il massimo. Però ora bisogna insistere perchè questo è un punto di partenza.


La partita più bella?
Credo in casa con la Fiorentina contro Vlahovic. Una punta molto pericolosa e dalla grande fisicità. Quella che mi ha dato più emozioni però, è stata con la Juve quando abbiamo vinto. È stata una grande soddisfazione.


Il flop, invece?
Qualche incontro sottotono c’è stato. A pensarci, quella col Milan al Bentegodi. Devo ancora digerirla. Sapevo di affrontare un grande attaccante come Leao ma non l’ho affrontato come avrei dovuto. Lui ha davvero spaccato la partita. È in uno stato di grazia come ha dimostrato contro l’Atalanta. Sì uscendo dal campo ero un misto da rabbia e delusione.


Il centravanti più forte?
Simeone. Quando il Cholito sta bene, ti fa diventare matto è tutto uno scatto e contro scatto. E poi anche Lasagna in allenamento può mandarmi in tilt. Corre come un dannato. Non male neanche Caprari e Barak. Loro ti nascondono la palla. Hanno una tecnica incredibile. Dite che sono stato un po’ di parte? (ride ndr).


Niccolò, l’Hellas arriva nono?
Questo ce lo siamo ripromessi nello spogliatoio. Dobbiamo far risultato a Roma con la Lazio e poi vedremo. Il Sassuolo ha il Milan e il Toro la Roma. Non sono gare semplici per le nostre concorrenti nella caccia al nono posto. Teoricamente potremo fare ancora il record di punti. Vada come vada, meritiamo l’attuale posizione in classifica per la grande stagione che abbiamo fatto.


Qual è il sogno?
Ne ho più di uno a dire la verità.


Sentiamo…
Mi piacerebbe far gol. Me lo chiedono i tifosi ed anche i miei amici, anzi quest’ultimi sono i più insistenti.


L’altro?
Credo che sia quello di ogni ragazzo. Dopo aver indossato la maglia della squadra della città, penso di poter un giorno arrivare anche alla maglia azzurra. Per farlo però bisogna lavorare molto ed avere anche un po’ di fortuna.


Dicci la verità, resterai?
Io non ci penserei un secondo. Sono cresciuto qui e tutti i miei amici sono qui. A questo punto non dipende da me ma dal club. Però è presto e non voglio pensare al mercato. Ribadisco dobbiamo finire nel migliore dei modi un campionato bellissimo.