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Riccardo Mancini sui due azzurri: “Di Lorenzo e Politano pare giochino col joystick”

A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione, Susy Fiorillo e Mattia Fele in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Riccardo Mancini, giornalista e conduttore di Dazn. Di seguito, un estratto dell’intervista.

“Il Napoli ha avuto l’approccio che mi aspettavo: dopo un campionato come quello appena finito e la perdita della guida tecnica non era semplice proseguire in questa maniera. Invece ho visto una squadra semplice, funzionale. Addirittura potrei dire che aver portato ora un allenatore con altre idee può essere positivo, può servire da stimolo per presentarsi in maniera leggermente diversa. Quello che è davvero lampante è la tranquillità con cui questa squadra gioca a calcio.

Osimhen e Di Lorenzo? Loro sono i leader, ma sono tanti in campo. La fascia destra gioca a memoria, Di Lorenzo e Politano pare giochino col joystick. Lo stesso Osimhen è cresciuto molto grazie a Spalletti nell’atteggiamento verso i compagni, poi ancora c’è Rrahmani che è cresciuto molto in leadership e Kvaratskhelia, a cui è bastato entrare per fare la differenza. Lazio? Quando perdi uno come Milinkovic-Savic ci vuole del tempo, specie se il suo sostituto è uno che non ha fatto buona parte della preparazione pre-campionato. È una squadra che ha delle sbavature evidenti come al primo anno, quando i giocatori non conoscevano la filosofia di gioco di Sarri.

Hanno fatto un pochino meglio contro il Genoa, ma la sensazione è che di testa e di fisico sia una squadra indietro, oltre a non avere le alternative di gioco dell’anno scorso a livello di undici. Poi magari è migliorata nella rosa ma è ancora in difficoltà: a Lecce si è fatta rimontare clamorosamente nel giro di poco e prima poteva chiuderla e magari avremmo parlato di altro. Comunque è una squadra lenta e avrà pochi giorni per preparare la partita del Maradona: me ne aspetto una simile a quella dell’anno scorso proprio perché non ha certezze. Sull’errore di Di Bello? É rigore, ci sono pochi dubbi. leri ho visto un episodio simile assegnato al Porto ed ho subito pensato all’errore di Di Bello. Si, aveva un paio di giocatori davanti alla sua visuale ma è troppo evidente il danno arrecato da Iling jr a Ndoye. Cosa ci sta a fare il VAR se non può intervenire in questi casi? In telecronaca io do sempre credito agli arbitri, ma quando le cose sono così evidenti c’è poco da poterli difendere, sono umani e sbagliano.

Errore che allontana dal calcio? Ci credo poco, gli appassionati vanno oltre. Ci sono poi troppi controlli e telecamere, non credo nei complotti perché ad oggi sarebbero impossibili. L’introduzione del VAR per noi può essere qualcosa che può chiarire le idee, magari per gli arbitri sentano ancora di più la pressione di prima. Se tu hai bisogno del VAR significa che hai sbagliato: questo a fine anno pesa sul tavolo del capo degli arbitri.

Credo nell’umanità degli arbitri, quindi forse qualcosa deve cambiare. Lindstrom? Mi piace molto. All’Eintracht producono talenti, è un giocatore forte. Sugli altri acquisti bisogna aspettare, specie su Cajuste che mi è sembrato un po’ un pesce fuor d’acqua e che può fare meglio di quanto abbia fatto Ndombele l’anno scorso. Voglio vedere bene Natan per capire che talento sia, ma sostituire uno come Kim che a sua volta sostitui Koulibaly di certo non è una cosa semplicissima. Ovviamente è un rischio puntare su un giocatore così che viene dal Brasile e non è pronto, ma bisogna fidarsi del Napoli che ci ha visto qualcosa. Il mercato comunque è intelligente, utile a puntellare la rosa. Centrocampo? Un altro acquisto va fatto proprio perché Lobotka- Zielinski-Anguissa hanno bisogno di essere sempre stimolati e rendere al massimo, per cui hanno bisogno di ricambi o comunque di competizione interna. Al Napoli può servire un altro acquisto anche per la Champions, per ricalcare più o meno la falsa riga dell’anno scorso. C’è bisogno di qualità a livello di alternative, anche se c’è Elmas che trovo straordinario”.

FONTE: calcionapoli24.it