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Salernitana, Di Tacchio: “Qui sto bene, pronto a restare. Devo tanto a Gattuso”

Sta trascorrendo la sua quarantena tra allenamenti in garage, serie tv su Netflix, qualche partita alla playstation e chiacchierate sui social. Un periodo infinito che, Francesco Di Tacchio, non vede l’ora di mettersi alle spalle. “Speriamo passi in fretta”, ha esordito durante la prima diretta Instagram organizzata ieri pomeriggio dalla Salernitana e condotta dall’addetto stampa del club Gianluca Lambiase:

Domanda scontata: come sta trascorrendo questa quarantena?
“Sto a casa e mi alleno in garage. Stiamo lavorando ogni giorno con il nostro staff. Alterniamo esercizi di forza e di scarico. Non avendo tutti gli attrezzi, facciamo quel che si può. In più sto imparando e migliorando il mio inglese. Poi guardo Netflix, sto cercando di finire la ‘Casa di Carta’. Gioco anche a Fifa, ma non sono molto bravo”.

Campionati sospesi, taglio degli stipendi: da calciatore come sta vivendo tutto questo?
“E’ un momento drammatico per tutti. Io personalmente mi reputo fortunato perché ai miei familiari non è successo niente, stanno tutti bene. Il calcio mi manca, perché amo il mio lavoro. Ma ora ci sono problemi più importanti da risolvere”.

Parliamo della sua carriera. Come è nata la passione per il calcio?
Da bambino tutti hanno il sogno di giocare in serie A. Io sono andato via di casa a 14 anni, ho iniziato nel settore giovanile, non era facile stare lontano dagli amici. Poi ti rendi conto che può essere un lavoro”.

L’allenatore che più di tutti le ha trasmesso qualcosa?
“Sicuramente Gattuso. Mi ha voluto a Pisa, ero un po’ titubante, mi ha convinto a scendere di categoria ed è stata una delle esperienze più belle”.

La Salernitana dove può arrivare quest’anno?
“Siamo in linea con gli obiettivi che ci siamo prefissati all’inizio della stagione. Peccato, però, che finora ci è mancata un po’ continuità. Abbiamo alternato partite fantastiche ad altre meno belle. Se vogliamo restare in quelle posizioni questo è un dato da migliorare. Allo stesso tempo abbiamo la consapevolezza di essere una grande squadra e abbiamo le carte in regola per giocarci qualcosa d’importante”.

Cosa significa essere capitano della Salernitana?
“E’ un atto di stima della società, dei compagni e del mister. Ho grandi responsabilità, ma sono orgoglioso di indossarla. Salerno è una piazza importante, per un calciatore rappresenta il top. Spero di onorarla sempre e nel migliore dei modi”.

Un parere sul tifo granata…
“A Salerno sto bene. Ha un tifoseria calorosa che ti sa dare tanto, sotto l’aspetto emotivo. Non è facile giocare qui, lo dico sempre ai nuovi arrivati. Il coro più bello? Che bello è…”.

Le piacerebbe chiudere la carriera con la Salernitana?
“Ho un altro anno di contratto e nel calcio tutto può succedere. Io ripeto sto bene qui, se la società vorrà, da parte mia c’è la voglia di restare”.

9 giugno dello scorso anno, le emozioni di quella giornata?
“Un bel ricordo, che porterò sempre nel cuore. La scorsa stagione è stata disastrosa, non siamo riusciti a chiuderla prima e ci siamo ritrovai nelle posizioni basse della classifica. Non è stato facile, ma ce l’abbiamo fatta. Sono contento di aver calciatore il rigore decisivo”.

La partita che ricorda con più piacere giocata all’Arechi?
“Quella dello scorso anno con il Padova, dove ho anche segnato il mio primo gol in granata”.

Quella che vorresti (ri)giocare?
“L’andata con il Benevento: l’avevamo preparata in modo diverso e potevamo fare sicuramente di più”.

La partita più brutta all’Arechi?
“Con il Cosenza, era una delle ultime partite della scorsa stagione e abbiamo perso 2-1”.

Il compagno più forte della rosa? 
“Quest’anno ce ne sono tanti. Però quello che mi ha sorpreso di più è Jaroszyński, grande personalità e un ottimo carattere”.

Che persona è Cerci…
“Un grande professionista. L’avevo incontrato quando ho svolto il ritiro con la Fiorentina e lui poi passò al Torino. E’ arrivato qui e si è messo subito a disposizione. Spero possa ritrovare la sua miglior condizione fisica, sarà importante per lui, ma anche per noi”.

Un parere su Dziczek…
“E’ giovane, ma ha qualità. Può crescere e diventare un grande calciatore. Sono sicuro che sentiremo parlare di lui”.

Un suo giudizio sugli altri componenti della squadra…
“Lopez è quello che ti mette più allegria. Maistro è il più bersagliato nello spogliatoio. Djuric il più istruito”.

Il suo rapporto con mister Ventura?
“E’ ottimo. Il mister vive di calcio e un allenatore, un maestro che ha ancora voglia di fare. Sta facendo un grande lavoro qui, sia tattico che mentale”.