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Salvatore Esposito: calcio e spiritualità

Il capitano della Spal Esposito a ruota libera su calcio e spiritualità: “Con Mancini e la Nazionale è iniziato tutto quasi per caso”.

Sport e spiritualità non vanno più a braccetto come in passato, però ci sono atleti per i quali la fede cattolica continua a rappresentare un punto di riferimento. È il caso di Salvatore Esposito, che sia in campo che sul proprio profilo Instagram non nasconde certo di essere credente.

“Sono molto scaramantico, ma la fede è una cosa completamente differente – spiega il capitano della Spal alla tavola rotonda organizzata dal Serra Club al Seminario arcivescovile –. Vengo da una famiglia molto credente e praticante, e non mi vergogno a dire che lo sono pure io. Sono consapevole che nello sport sia difficile trovare ragazzi che vanno in chiesa o credono in qualcosa, ma io sono diverso e mi sento fortunato. Le foto e la Madonna che posto su Instagram il giorno della partita rappresentano un rito, ma non si tratta di scaramanzia. La mia è una famiglia molto legata al calcio: mio papà ha giocato a pallone, i miei fratelli sono calciatori e mio cognato gioca nel Cosenza”. Poi il racconto di un episodio recente.

“Sabato scorso era seduto in tribuna di fianco a mia sorella, per la quale comunque sono sicuro che venisse prima il fratello che il fidanzato! È difficile dire quanti giocatori siano credenti – continua Esposito – ai tempi del Chievo eravamo due o tre, a Ferrara qualcuno in più. In Nazionale invece mister Mancini è talmente credente che quando siamo a Coverciano, a fine allenamento va a messa. Dipende quindi dal contesto in cui ci si trova, diciamo che è qualcosa che viene trasmesso dalla propria famiglia. E chi crede veramente non deve vergognarsi, anche se mi rendo conto che i giovani siano frenati dai giudizi superficiali della gente. È bello avere qualcosa in cui credere: dà tanta forza e per quanto mi riguarda è un valore aggiunto […].

FONTE: tuttob.com