Image

Sebastiano Esposito riparte da dove non è mai veramente partito

Esposito è un cognome che si declina in modo diverso in casa Inter. In base alle stagioni. Le ultime non sono quelle di Sebastiano, finito dietro le quinte e arrivato al punto di dover reagire per continuare a coltivare il suo sogno nerazzurro. Ed è tutto molto paradossale ora

RITORNO ALLA BASE – La firma nella prima amichevole estiva stagionale non può mancare quando hai il gol come unico obiettivo una volta sceso in campo. Non perde tempo Sebastiano Esposito, che di tempo da perdere non ne ha davvero più. Il classe 2002 scuola Inter ha fretta di dimostrare il suo valore. A 21 anni appena compiuti, il secondo della famiglia Esposito cerca la seconda chance in maglia nerazzurra. Sì, perché se il più grande si fa apprezzare solo ora per la sua maturità (anche tardiva) e il piccolo adesso è alla ribalta per la precocità (anche prevedibile), il mezzano non può finire improvvisamente nel dimenticatoio. Sebastiano Esposito in tre anni ha perso tutta la “credibilità” di cui godeva nell’ambiente calcistico ma non è un ex talento. Lo è tuttora. L’esempio positivo dei fratelli Salvatore (classe 2000) e Francesco Pio (classe 2005), che a breve dovrebbero ritrovarsi allo Spezia in attesa di altre novità di calciomercato, è da sfruttare. Esposito II non può continuare a restare nell’ombra. E se da una parte è normale che l’idea di un’altra stagione in Serie B gli vada stretta, dall’altra è altrettanto normale pagare gli errori fatti finora. Perché gli errori sono stati fatti. Eccome. Il ritorno alla base, però, non può essere ogni volta così fugace. E non basta certo Inter-Lugano a sistemare tutto. Il tema di fondo è un altro. Ed è il caso di sfruttare anche il “caso” Romelu Lukaku, che ora cambia tutto nei piani dell’Inter in attacco. Senza dimenticare l’uscita del talento Valentin Carboni, classe 2005 in prestito al Monza.

Sebastiano Esposito prodotto del vivaio Inter

PARADOSSO IN ROSA – Sebastiano Esposito è un attaccante che può far comodo a Simone Inzaghi nel caso in cui si opti per una rosa completa. Cioè un rosa di 25 calciatori. Le caratteristiche tecnico-tattiche sono quelle utili a completare il reparto. Soprattutto in caso di uscita di Joaquin Correa e/o di mancato acquisto di un altro profilo ibrido. La caratteristica principale di Esposito, però, è lo status di prodotto del vivaio interista. Pertanto può essere registrato in lista (anche B per la UEFA, ndr) senza escludere nessuno. Come se fosse un extra. Il ruolo di quarta punta nell’Inter 2019/20 allenata da Antonio Conte, ad appena 17 anni, resta l’apice di una carriera mai realmente iniziata. Esposito ha all’attivo un solo gol in Serie A, segnato su rigore nell’esordio da titolare (Inter-Genoa 4-0, ndr). Poi un lungo girovagare infruttuoso. Dallo SPAL al Venezia, in Serie B. Dal Basilea in Svizzera all’Anderlecht in Belgio. L’ultima tappa è il Bari, nuovamente in Italia ma nuovamente in Serie B. Cinque esperienze complessivamente fallimentari racchiuse in tre stagioni di decrescita. Decrescita in tutto. L’ennesimo ritorno all’Inter riaprirà quasi sicuramente le porte di una nuova cessione in prestito, essendo nella lista degli esuberi. Infatti il gol di Sebastiano Esposito nella prima amichevole fa ben sperare ma non deve illudere. La situazione è paradossale: Sebastiano Esposito dopo tre anni è un azzardo come quarta punta. Ma per l’Inter, adesso, forse è meglio tenerlo in casa come quinto attaccante piuttosto che perderlo di vista per il quarto anno consecutivo e senza un reparto completo…

FONTE: onefootball.com